FUTURISMO 2010: I “distruttori di certezze” del XXI secolo tra terreni virtuali e territori reali

marzo 1st, 2010 by NOELLE_CF Incursioni Futuriste
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Velocità, dinamismo, provocazione. Ma soprattutto negazione del passato e rottura continua col presente. Questi erano i comandamenti indicati da Filippo Tommaso Marinetti, drammaturgo, poeta e scrittore italiano, caposcuola e nume tutelare dell’Avanguardia futurista nata nel 1909 con lo storico Manifesto pubblicato sulla prima pagina del quotidiano parigino Le Figaro.
Anno 2005, un nuovo colpo d’acceleratore viene dato al movimento che sembrava, secondo alcuni, ristagnare nella contemplazione del proprio passato.
Anno 2009, “DOBBIAMO UCCIDERE IL FUTURISMO!” titolano i nuovi attivisti sul loro ultimo Manifesto e dichiarano: “Buttare nel secchio i nostri padri è un operazione igienica!”.
E anche la definizione Neo-Futuristi non sembra essere sufficientemente innovativa. Netfuturisti è l’aggettivo con cui preferiscono descriversi: la loro nuova modernità è nella rete che consente di condividere e diffondere con dinamismo e velocità le idee, rimanere costantemente collegati e coordinare le attività e le azioni da svolgere sul territorio.
Www.netfuturismo.it : la direzione di questo movimento, che considera l’arte il miglior mezzo per fare attivismo sociale, è quindi affidata ad un sito internet, che funge da punto di riferimento. Al suo interno gli attivisti dialogano fittamente attraverso i GSPPN (Gruppi di Sviluppo Permanente del Pensiero Netfuturista), un particolare forum appositamente inventato. Questo consente di avere, come lo definisce Antonio, uno degli amministratori e fondatori del sito, un “cervello collettivo” che permette di tenere costantemente aggiornata tutta la comunità.
Oltre il cervello c’è, però, un corpo ben definito che opera sul territorio e cerca di scuotere presentisti e passatisti del mondo reale. Una serie di Circoli e di Associazioni Culturali si coordinano tramite la rete per organizzare attività futuriste: esposizioni, istallazioni temporanee e non, eventi teatrali, musicali, di rumorismo e poesia. Attirare l’attenzione sconvolgendo gli spettatori è il metodo che usano per comunicare il messaggio. Tra di loro spesso compaiono, più o meno dichiaratamente, anche sezioni di Casapound Italia, che pur mantenendo una connotazione molto politicizzata, si sforzano di collaborare nell’impegno culturale.
L’Agro Pontino è il territorio a cui i Netfuturisti sembrano essere più legati. Qui il background culturale è segnato dall’assenza di radici antiche e dall’impronta fascista lasciata nei borghi di nuova fondazione: i simboli del Ventennio, monumentalizzati nell’architettura Razionalista, sono molti e connotano anche l’urbanistica. Per questo espressioni sociali e culturali di quello stesso periodo trovano terreno fertile nel tessuto di nuove e vecchie generazioni. Non sorprende, quindi, che Latina ospiti una sezione di Casapound molto attiva politicamente ma neanche che il territorio della sua Provincia sia stato luogo della maggior parte dei più importanti eventi organizzati dai Netfuturisti. Tra Anzio e Nettuno, per esempio, una rassegna d’arte Contemporanea, intitolata Satelliti, si è svolta come mostra collettiva di trenta autori locali e si è protratta per tutto il mese di settembre 2009. A Sabaudia il 20 febbraio dello stesso anno, nei locali del Museo Civico Emilio Greco, si è tenuta, per il centenario della pubblicazione del primo Manifesto futurista, una performance dal titolo Rigenerazione Futurismo/sta, composta dall’unione di video, concerti e testi. A Latina, sempre per lo stesso anniversario, c’è stata la mostra fotografica L’Obbiettivo Futurista: fotodinamismo e fotografia. Organizzata nel Circolo Cittadino, è stata accompagnata dalla presentazione di un libro dedicato a Marinetti, dalla proclamazione di aeroepoesie con intermezzi di aerodanza e da una conferenza sul nuovo abbigliamento futurista. ‹‹L’evento era progettato per essere itinerante tra Reggio Calabria, Cagliari e Brescia ma anche la città di Latina ha voluto fortemente ospitarlo›› spiega Massimiliano Vittori, curatore del catalogo della mostra.
I Netfuturisti non si sono, però, inseriti solo in zone naturalmente favorevoli ma anche in territori meno sensibili alle loro ideologie. A Roma, per esempio, non si limitano a sfruttare per i loro eventi la monumentale cornice razionalista del quartiere Eur ma cercano di penetrare anche le borgate storicamente legate alla politica e alla cultura di Sinistra: provocazione e rottura con passato e presente in perfetto stile marinettiano. Si può trovare, così, un circolo futurista, nodo importante per la direzione degli eventi sul territorio di Roma, in un quartiere come quello di Casal Bertone che, posto nel Municipio V, iniziò ad essere densamente popolato solo dal 1926 con l’approvazione del Piano regolatore di Edomondo Sanjust Teulada. Questo prevedeva la costruzione di numerosi edifici popolari da assegnare alle famiglie degli operai che lavoravano nella vicina stazione Tiburtina. Conferma di un background culturale legato al Comunismo è anche la presenza di un centro sociale, chiamato Strike e frequentato da giovani di estrema Sinistra, e di un circolo di forte impronta Socialista, detto MPC (Magazzini Popolari Casal Bertone), che occupa i vecchi locali di stoccaggio dei viveri distribuiti ai più poveri dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Gli attivisti del Circolo Futurista Casal Bertone si propongono di far filtrare un movimento d’avanguardia che, attraverso l’arte, possa dare una scossa alla coscienza di un quartiere che, secondo loro, sembra ristagnare nella contemplazione del suo passato. ‹‹Siamo dei distruttori di certezze›› afferma Mauro Antonini, fondatore e presidente del Circolo. Così, partendo dall’assioma futurista, che implica che l’arte non sia solo un semplice esercizio stilistico ma preveda sempre un impegno sociale, nel Circolo si organizzano diversi eventi culturali come mostre fotografiche e istallazioni d’arte plastica e pittorica, concerti di musica e rumorismo, presentazioni di libri e conferenze. Tra gli eventi più recenti spiccano una conferenza sul cantante Rino Gaetano – Rino Gaetano. Una voce fuori dal coro – e una rassegna poetica, pittorica e teatrale, intitolata Futurardita. Donne, Azione, Futurismo, a cui ha partecipato, tra le altre, anche Francesca Barbi Marinetti, nipote del fondatore del Movimento. Particolarmente attivi sono, all’interno del circolo, il gruppo Giovani Poeti d’Azione e quello del Teatro Non Conforme Filppo Tommaso Marinetti. Edoardo Sylos Labini, attore e regista teatrale, famoso anche per aver interpretato il primo ruolo gay in una soap opera italiana, fa parte di quest’ultimo. Spiega che il tipo di performance a cui è più legato è quello fatto nei vagoni dei treni. ‹‹Sono simbolici dell’Avanguardia del secolo scorso e l’improvvisazione teatrale a sorpresa tra gente ignara, magari parlando di argomenti scottanti, produce uno sconvolgimento molto futurista››.
Il quartiere di Casal Bertone, ha accolto bene il Circolo Futurista, come sostiene Fabrizio, 28 anni, segretario del gruppo, spiega come l’appartenenza a Casapound non debba essere negata poiché il Circolo è nato come distaccamento della sezione centrale di via Napoleone III. ‹‹Siamo i raggi di sole di Casapound›› afferma. ‹‹Ma siamo solo l’espressione artistica di quella realtà politica, non ci interessa fare attivismo in altro modo››.  A lui fa eco Mauro, il presidente, che di anni ne ha 31 e mostra fiero i suoi tatuaggi: racconta di come sin da bambino sia stato sempre interessato all’arte e abbia trovato nel Futurismo l’espressione che più lo soddisfaceva. ‹‹Ho capito che l’arte deve prevedere impegno sociale e democratizzazione totale››. Per questo da quando, tramite Casapound, ha avuto la possibilità di aprire un Circolo, cerca di fare il possibile perché la cultura sia l’unica forma di attivismo del Circolo, senza che questo diventi, però, un salotto di borghesi e intellettuali. Dicono di non essere dei sostenitori della dittatura Fascista ma di Mussolini come leader del Socialismo Rivoluzionario e quindi del periodo precedente il ventennio fascista, quello del quale il Futurismo fu, appunto, la massima espressione culturale››.
Chissà quanti riescono a vederli con questa luce, intanto il seme è stato gettato e Giulia, frequentatrice del Circolo, fa notare: ‹‹Quando la gente del quartiere comprenderà che la nostra attività è legata solo all’avanguardia artistica, si aprirà molto di più alle nostre iniziative. Già da un paio di anni ci accettano con tranquillità e sono certa che c’è da essere fiduciosi››.
Il suo sorriso radioso sembra la conferma dell’ottimismo con cui i nuovi futuristi procedono: veloci, dinamici, provocatori. Oltrepassando le loro radici e cercando di superare il futuro stesso.

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